LE VILLE DEL MONTALBANO

Dalla villa di Lorenzo il Magnifico alla Villa di Ferdinando I nel segno della caccia

Ville interessate: Villa di Cerreto Guidi, Villa di Artimino, Villa La Magia, Villa di Poggio a Caiano

Questo itinerario, di alto valore storico, ambientale e paesaggistico, ha come centro d’interesse il Montalbano e le Ville che i Medici vi costruirono a partire della seconda metà del XV secolo.

 

MEZZO DI TRASPORTO CONSIGLIATO
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TAPPE
4 Tappe

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PRIMA TAPPA
VILLA DI CERRETO GUIDI

La villa fu fatta edificare da Cosimo I, nel 1555, sulle rovine di un castello dei conti Guidi da cui prese il nome. Nata come casino di caccia, forse dalla mano dell’architetto Buontalenti, fu terminata da Alfonso Parigi il Vecchio nel 1575. Di particolar pregio lo scalone di accesso dalla forma a zig-zig. Oggi al suo interno si trova il museo della caccia e del territorio.

A Cerreto Guidi non può mancare la visita al Mumeloc, museo della memoria locale e alla Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, la più estesa palude interna italiana.

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SECONDA TAPPA
VILLA DI ARTIMINO

Bernardo Buontalenti costruì in soli quattro anni (1596-1600) la villa per il Granduca Ferdinando I. Fu da sempre luogo di battute di caccia e di attività venatorie, e fu per questo motivo che vi fu creato nel 1626 il grande Barco reale, recintato da un alto muro per più di 50 chilometri con un’estensione di circa 4.000 ettari. Il Barco era diviso in 10 zone, nelle quali a turno, ogni 10 anni veniva effettuato il taglio del bosco per la legna da ardere. Il barco era sorvegliato da guardie chiamate birri.

Da Artimino, con una breve deviazione, si può raggiungere a Carmignano la Chiesa di San Michele Arcangelo che conserva al suo interno uno dei capolavori universali dell’arte rinascimentale, La Visitazione del Pontormo.

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TERZA TAPPA
VILLA DI POGGIO A CAIANO

La villa, voluta da Lorenzo il Magnifico nel 1480, fu collocata in una posizione predominante sul paesaggio circostante, nell’ultima propaggine del Montalbano. Alla metà del XVI secolo, per volontà di Cosimo I, la villa venne dotata di giardini su disegno del Tribolo. Nel settecento il parco dove da sempre si praticava la caccia, detto la fagianaia, venne ingrandito.

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QUARTA TAPPA
VILLA LA MAGIA

Acquistata da Francesco I nel 1583 fu ristrutturata dall’architetto Bartolomeo Buontalenti che ne disegnò anche il giardino inserendovi un enorme lago artificiale (oggi scomparso) per la pesca e la caccia. Fu fondamentale tenuta di caccia (si ricorda qui una famosissima organizzata per l’imperatore Carlo V) confina con le altre ville di Poggio a Caiano e Artimino. Rimase ai Medici fino al 1645 per poi passare ad altre famiglie tra le quali gli Attavanti di Castelfiorentino che crearono il giardino all’italiana.

A breve distanza, in località La Ferruccia, nella canonica della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, è ospitato un interessante Museo di Arte sacra.

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