Una città a misura di famiglia

Residenze medicee in città e simboli del potere: da Palazzo Medici Riccardi a Palazzo Pitti

Ville interessate: Giardino di Boboli e Villa di Poggio Imperiale

I Medici, signori di Firenze, hanno promosso la costruzione e la ristrutturazione in città di diversi edifici da destinare alla propria residenza o a finalità pubbliche e di culto.

 

MEZZO DI TRASPORTO CONSIGLIATO
A piedi

TAPPE
9 Tappe

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PRIMA TAPPA
PALAZZO MEDICI RICCARDI

Nel 1444 Cosimo il Vecchio affidò i lavori del Palazzo a Michelozzo. Il Palazzo di forma cubica con cortile centrale ha, al suo interno, la meravigliosa Cappella dei Magi con il ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli. Il Palazzo era frequentato oltre che da artisti anche da intellettuali del circolo neoplatonico dello spessore di Pico della Mirandola e Agnolo Poliziano.

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SECONDA TAPPA
CATTEDRALE DI SANTA MARIA DEL FIORE

Su progetto iniziale di Arnolfo di Cambio il Duomo fu terminato nel 1367 in uno stile gotico italiano. Filippo Brunelleschi nel 1436 coronò la Cattedrale con la meravigliosa cupola. Santa Maria del Fiore, a tre navate, conserva al suo interno opere di Paolo Uccello, Andrea del Castagno, Luca della Robbia, Donatello, Giorgio Vasari e Federico Zuccari. Fiancheggia la Cattedrale il campanile di Giotto. Davanti si trova il Battistero di San Giovanni, a pianta ottagonale, e presenta all’interno una meravigliosa cupola decorata a mosaico e tre portali di bronzo, opera di Andrea Pisano e Lorenzo Ghiberti.

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TERZA TAPPA
PIAZZA DELLA SIGNORIA

Piazza della Signoria inizia a essere strutturata intorno al 1268. Si affaccia su questa piazza l’imponente Loggia dei Lanzi, un vero e proprio museo di sculture a cielo aperto tra le quali spicca il Perseo di Benvenuto Cellini e il ratto delle Sabine di Giambologna. La fontana del Nettuno di Bartolomeo Ammannati, la statua equestre di Cosimo I del Giambologna, le copie del David di Michelangelo, della Giuditta e Oloferne di Donatello e il Marzocco sono le altre opere presenti nella piazza.

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QUARTA TAPPA
PALAZZO VECCHIO

Attribuito ad Arnolfo di Cambio, il Palazzo con la sua torre alta 94 metri, venne iniziato intorno al 1299. I Medici lo scelsero come loro residenza e innumerevoli sono stati gli interventi decorativi e architettonici che vi apportarono. Prese il nome di Palazzo Vecchio nel 1565 quando Cosimo I si spostò definitivamente a Palazzo Pitti, nuova abitazione granducale. Per questo trasferimento fece costruire dal Vasari nel 1565 un percorso aereo che collega ancora oggi Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, attraverso un corridoio che passa dentro gli Uffizi, sopra ponte Vecchio e in facciata a Santa Felicita per raggiungere comodamente la residenza granducale di là d’Arno.

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QUINTA TAPPA
GALLERIA DEGLI UFFIZI

Fu commissionata a Giorgio Vasari nel 1560 da Cosimo I. Questo edificio conserva ed espone una delle collezioni più importanti al mondo con opere di Cimabue, Giotto, Botticelli, Leonardo, Giorgione, Tiziano, Raffaello, Velasquez, Goja, Caravaggio, Michelangelo.

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SESTA TAPPA
PALAZZO PITTI

Iniziato nel 1440 da Luca Pitti, fu acquistato da Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I, nel 1550. Il palazzo fu ampliato a partire dal 1560 su progetti di Ammannati con la realizzazione dell’imponente cortile e del Giardino di Boboli. Palazzo Pitti è oggi uno dei poli museali più importanti della città con la Galleria Palatina, la Galleria d’Arte Moderna, il Tesoro dei Granduchi, il Museo della Porcellana e il Museo della Moda e del Costume.

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SETTIMA TAPPA
COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN LORENZO

La chiesa fu consacrata Cattedrale nel 393 e rappresenta una delle prime testimonianze della comunità cristiana a Florentia. Agli inizi del 1400 Giovanni di Bicci de’ Medici, capostipite della famiglia, scelse Filippo Brunelleschi come architetto che era già impegnato nella costruzione della Sacrestia Vecchia, cappella privata dei Medici. Al mecenatismo di Giovanni subentrò il figlio Cosimo il Vecchio. Con Cosimo questa chiesa divenne il luogo di sepoltura della famiglia. Anche Papa Leone X Medici contribuì, commissionando la Sacrestia Nuova a Michelangelo. Qui si trovano i sepolcri, fra gli altri, dei fratelli Lorenzo il Magnifico e Giuliano. Clemente VII, altro Papa Medici, commissionò, sempre a Michelangelo, la Biblioteca Medicea Laurenziana. La Basilica è ricca di opere d’arte di Rosso Fiorentino, Desiderio da Settignano, Pollaiolo, Verrocchio, Filippo Lippi, Bronzino e Donatello.

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OTTAVA TAPPA
BASILICA DI SAN MARCO

Altro luogo del mecenatismo mediceo a Firenze è la Basilica di San Marco. Cosimo il Vecchio nel 1437 affidò a Michelozzo la ristrutturazione di tutto il complesso domenicano. Il Beato Angelico con i suoi collaboratori, tra i quali spicca Benozzo Gozzoli, affrescarono il convento. La chiesa, a unica navata, fu rimodellata, alla fine del Cinquecento, dal Giambologna con l’aggiunta di cappelle laterali. In una di queste cappelle sono sepolti i due umanisti più cari ai Medici: Pico della Mirandola e Poliziano. Gioiello della chiesa è la Cappella Salviati, edificata alla fine del Cinquecento. Il convento domenicano divenne il luogo simbolo della vita culturale e religiosa di Firenze: qui visse Girolamo Savonarola.

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NONA TAPPA
PIAZZA SANTISSIMA ANNUNZIATA

L’itinerario termina in Piazza Santissima Annunziata che prende il nome dall’omonima chiesa che sorge su un antico oratorio dedicato a Maria. L’importanza assunta dal santuario rese necessario l’ampliamento dell’edificio e della piazza antistante. Nel 1419 con l’inizio dei lavori dell’ospedale degli Innocenti, su progetto di Filippo Brunelleschi, l’assetto urbanistico della piazza iniziò il suo processo di riqualificazione. Nel 1516 Antonio da Sangallo il Vecchio e poi Baccio d’Agnolo progettarono il porticato speculare all’ospedale. Nella prima metà del Seicento al centro della piazza fu posto il monumento equestre a Ferdinando de’ Medici, figlio di Cosimo I, opera del Giambologna e del Tacca (1608) insieme alle due fontane dei mostri marini, capolavoro del manierismo toscano, sempre opera del Tacca e trasportate nella piazza nel 1643. La piazza, porticata su tre lati, è un gioiello dell’architettura rinascimentale e grazie al rettifilo di via dei Servi un cannocchiale privilegiato sulla cupola di Brunelleschi.

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