PRATO

dentro e fuori le mura

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Conosciuta oggi come luogo principe dell’imprenditoria industriale del tessile, Prato è in realtà un piccolo scrigno di tesori e meraviglie artistiche, che si fa scoprire a poco a poco da chi la visita.

Il principale monumento religioso della città, facilmente percorribile a piedi, è ovviamente il suo Duomo, la Cattedrale di Santo Stefano, la cui facciata, che domina la vasta e regolare piazza antistante, è costruita in bande di marmo bianco e serpentino verde, secondo la tipica tradizione tardo-gotica toscana, e ospita, all’angolo destro, il pulpito con le sette formelle che riproducono la Danza dei putti di Donatello, i cui originali sono conservati, assieme ad altri capolavori, nel vicino Museo dell’Opera del Duomo. All’interno della basilica è custodita la reliquia della Sacra Cintola della Madonna e si possono ammirare gli affreschi di Filippo Lippi, fra i cicli pittorici più significativi del primo rinascimento.

Si trovano invece in piazza del Comune, centro ideale e geometrico della città, il severo, massiccio, medievale Palazzo Pretorio, sede del museo omonimo, e lo stesso Palazzo del Comune; risalenti al Medioevo sono anche le gotiche chiese di San Domenico, con la facciata rimasta incompleta, e di San Francesco; la Basilica di Santa Maria delle Carceri, invece, costruita sui resti dell’antica prigione da cui prende il nome, rappresenta un prezioso saggio dell’architettura rinascimentale.

Ma vero simbolo della città è il possente Castello dell’Imperatore, esempio di architettura sveva, con i suoi quattro torrioni principali a forma quadrata i cui vertici estremi indicano i punti cardinali, e con un ampio cortile interno che nella stagione estiva viene usato come sede di concerti e eventi.

Prato è infatti una città dove l’illustre tradizione artistica convive in armonia con le espressioni di vita contemporanea: se tra le sue vie trovano sede alcuni monumenti di artisti contemporanei di livello, da Henry Moore a Sol LeWitt, la città ospita anche il Teatro Metastasio e il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci.

Anche in questo territorio non mancano le testimonianze dell’egemonia della famiglia dei Medici, che si estende oltre l’area fiorentina. Tra i vigneti dei colli del Montalbano, non lontano dalla Villa La Magia di Quarrata, si erge in posizione dominante Villa La Ferdinanda, ad Artimino, costruita dal disegno del Buontalenti per volere del Granduca Ferdinando I.

La Magia, La Ferdinanda e la vicina Villa di Poggio a Caiano fanno parte della costellazione di residenze medicee che esprimono chiaramente il potere della casata fiorentina in Toscana.

Gli itinerari

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