PISTOIA

un museo a cielo aperto

Posta al centro della vasta pianura formata dal fiume Ombrone, esattamente a metà strada tra Firenze e Lucca, chiusa a Nord dalla catena degli Appennini, Pistoia è caratterizzata dall’ampiezza delle sue mura, erette nella prima metà del Trecento e poi fortificate dai Medici (in gran parte ancora esistenti), al cui interno giardini e spazi verdi si alternano a edifici romanici, gotici e rinascimentali.

La città di Pistoia, eletta “Capitale della Cultura 2017”, si scopre passo dopo passo, camminando lungo le vie del centro storico a partire dal suo cuore pulsante, l’incantevole Piazza del Duomo, delimitata da edifici medievali che formano un suggestivo quadro architettonico. Il suo perimetro accoglie il romanico Duomo, conosciuto anche come Cattedrale di San Zeno, edificio religioso di rara bellezza affiancato da un alto campanile, il Palazzo Vescovile e la snella architettura gotica di forma ottagonale del Battistero di San Giovanni in Corte, a lato dei quali si fronteggiano i severi e maestosi palazzi del Podestà e del Comune.

Da citare sono anche la rinascimentale basilica intitolata alla Madonna dell’Umiltà, la bella Chiesa di Sant’Andrea, che conserva al suo interno il Pergamo di Giovanni Pisano, uno dei capolavori della scultura italiana del Medioevo, e l’antico Ospedale del Ceppo, da cui partono le visite guidate di parte dei suoi sotterranei, un percorso lungo 650 metri nel sottosuolo bonificato della città.

Vivace e briosa, Pistoia mantiene un singolare equilibrio tra le qualità del suo illustre passato storico con le dinamiche dello sviluppo più recente. Tra i luoghi più frequentati del centro, visitabile tutto in un sol giorno, ci sono le centralissime Piazza della Sala, ancora sede del mercato cittadino e punto di incontro dei pistoiesi, e la Piazzetta degli Ortaggi, punteggiata di bar, caffè all’aperto e negozi.

Nell’area pistoiese, sulle pendici del Montalbano, si erge la maestosa Villa La Magia, a Quarrata, voluta da Francesco I dei Medici che nel 1583 acquistò dalla famiglia Panciatichi con l’intenzione di proseguire il piano paterno di espansione territoriale delle proprietà̀ private, rafforzando di conseguenza il potere della casa fiorentina.

Gli itinerari

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